


Recupero un sedile di motoscafo arenato sulle spiagge di Murano e lo depongo a Punta della Dogana.
Una donna si avvicina, si siede, lo riposiziona verso l’alba.
In quel gesto la forma si sottrae e lo spazio si apre a chi lo attraversa: emerge la relazione.
Il posto di comando diventa permesso di stare, ma è anche un’affermazione di diritto: non ho bisogno di essere invitata in uno spazio accogliente, porto con me la possibilità di fermarmi, orientarmi e scegliere la mia prospettiva.
Quando la forma si sottrae, lo spazio si apre a chi lo attraversa e le persone possono finalmente essere coautrici, possono completare l’opera e possono trasformarsi per rivendicare e decidere che cosa fare del proprio My Space.
LETIZIA MILONE
La sua ricerca muove dall’interno, manifestandosi in un gesto irreversibile: aprire.
Utilizza dispositivi partecipativi, processi di stampa e azioni relazionali come strumenti per attraversare la soglia tra l’intimo e il collettivo.
Crea nuovi spazi per contenere se stessa e accogliere gli altri.
MAGAZZINO VIBRAZIONI
MAGAZZINO VIBRAZIONI è uno spazio per le nuove energie creative.
C’è bisogno di nuove visioni, non è più possibile appoggiarsi troppo a regole già scritte, a pensieri inquinati da mondi che lentamente si stanno disgregando.
Dobbiamo ascoltare e assorbire le nuove energie, osservarne le direzioni, pensarle come aree di sosta senza pensarle come soluzioni.
MAGAZZINO VIBRAZIONI nasce da una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia; grazie all’intermediazione creativa di Silvia Cogo, le studentesse e gli studenti dell’Accademia dialogheranno di sensibilità aumentata.
Buon viaggio.
Magazzino Vibrazioni