DENTRO METABOX
MAGAZZINO VIBRAZIONI
MAGAZZINO VIBRAZIONI è uno spazio per le nuove energie creative.
C’è bisogno di nuove visioni, non è più possibile appoggiarsi troppo a regole già scritte, a pensieri inquinati da mondi che lentamente si stanno disgregando.
Dobbiamo ascoltare e assorbire le nuove energie, osservarne le direzioni, pensarle come aree di sosta senza pensarle come soluzioni.
MAGAZZINO VIBRAZIONI nasce da una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia; grazie all’intermediazione creativa di Silvia Cogo, le studentesse e gli studenti dell’Accademia dialogheranno di sensibilità aumentata.
Buon viaggio.
SIMONE BERNO
Simone Berno nasce a Padova nel 1975.
La sua ricerca prende forma negli anni Novanta attraverso il disegno, muovendosi tra suggestioni surrealiste e rigore cubista. Fin dall’inizio il lavoro si confronta con il segno, lo spazio e la possibilità di portare l’opera fuori dai suoi luoghi consueti.
Con il collettivo Arte da Rubare interviene nello spazio urbano. Nel 2018 entra invece in un luogo apparentemente lontano dall’arte contemporanea: IKEA. Qui sostituisce i fogli descrittivi di alcune cornici con proprie stampe originali, per poi ricollocarle sugli scaffali corredate dal regolare attestato d’acquisto. Un gesto semplice, ma capace di mettere in discussione il confine tra opera, merce e luogo dell’esposizione.
Dai primi anni Duemila la ricerca si concentra progressivamente sui metalli industriali. Acciaio, rame e ottone, spesso recuperati da fabbriche dismesse e luoghi abbandonati, vengono tagliati, piegati, forati e lavorati a mano.
Ossidazioni, corrosioni, abrasioni e imperfezioni non vengono cancellate, ma accolte come parte del lavoro. Le superfici conservano così le tracce della propria storia e diventano parte attiva dell’opera.
Questa attenzione al rapporto tra trasformazione e permanenza raggiunge una delle sue forme più radicali nel 2019 con Poetic Hotel. Berno invita venticinque artisti a intervenire all’interno di un hotel dismesso e abbandonato dal 1997. Una volta terminate le installazioni, decide di chiudere definitivamente i piani superiori dell’edificio, lasciando opere e spazio alla consunzione naturale fino alla futura demolizione. Qui l’abbandono non è una condizione da superare, ma diventa parte del progetto.
Accanto alla ricerca sulle superfici e sulle forme convivono lavori in cui il segno e il corpo diventano strumenti essenziali. In S/He Generation il corpo diventa immagine della continuità tra generazioni e del rapporto con la natura. In X-Silhouette la figura umana viene ridotta a una sagoma: un corpo anonimo esposto alle tensioni e ai conflitti del presente, trasformato in bersaglio e attraversato da significati che superano i confini geografici e culturali.
La ricerca si muove così tra strada, spazio espositivo e dimensione digitale, dagli interventi per il CHEAP Festival di Bologna fino a Metabox Sensibilità aumentata.
Nel 2026 il Comune di Padova, attraverso l’Assessorato alla Cultura, gli dedica la personale Passus – attraverso confini sottili alla Galleria Civica Cavour, a cura di Nicola Galvan. Quattordici opere sono immerse in un ambiente costruito con quasi mille metri quadrati complessivi di cellophane e teli termici. Lo spazio diventa una superficie trasparente, riflettente e instabile, da attraversare prima ancora che da osservare.
Passus rende visibile una ricerca che negli anni ha attraversato materiali, linguaggi e spazi diversi, mantenendo una costante attenzione a ciò che accade all’opera nel momento in cui entra in relazione con il mondo.
Per Berno l’opera non nasce necessariamente dalla necessità di arrivare a un pubblico o di produrre una risposta immediata. Deve avere una propria poetica, capace di andare oltre ciò che appare.
Può trasformarsi, consumarsi, disturbare, esistere o resistere.
L’opera continua a vivere nel tempo e con il tempo può cambiare ciò che significa.
MARTA CELIO
Marta Celio nasce in Svizzera.
Nel 1995 pubblica il suo primo libro di poesie. Si trasferisce poi a Padova dove si laurea in filosofia. Si cimenta con la critica letteraria, la saggistica e il disegno; quest’ultimo la porterà a due pubblicazioni. Nell’ultima, Vita a colori (Ethosjob, 2025) emerge, in particolar modo, la vitalità vibrante dell’acquerello.
SILVIA COGO
Silvia Cogo insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Produce opere di Arte Relazionale dove i partecipanti contribuiscono in prima persona al flusso creativo.
I suoi progetti principali sono: Buzz in the Attic, Concerto Verticale e Risveglilab.
ALESSANDRO DALL’OLIO
Giornalista, autore, poeta, drammaturgo.
È Presidente della Cooperativa dello Spettacolo.
Direttore Artistico del TaG-Teatro a Granarolo.
Ha pubblicato le raccolte di poesie “Non ho urla in me”, “Il senso di questo stare” (Ls Editore) e “Ciò che non scombina la quotidianità non è mai un inizio” (OM Edizioni).
Ha pubblicato il libro “Il ballerino nell’albero” (Ls Editore).
È tra i fondatori dell’Associazione Willy the King Group, dalla quale nasce “Happy Hand”, la manifestazione nazionale che usa lo sport e le arti come mezzi di inclusione per ogni disabilità.
Ha allestito (e scritto versi a corredo delle immagini) la mostra del fotografo Maurizio Benedettini “Viaggio tra misticismo e minoranze etniche”.
È tra i vincitori del concorso “Serial Chillers-25 incensurati in cerca d’autore” di racconti noir.
Ha scritto, ideato e diretto:
– Quando il cuore sbaglia il ritmo, spettacolo sulle “stagioni” amorose;
– La geografia è un destino, spettacolo di testimonianza, storytelling e teatro/danza sulle ragioni dei migranti;
– Poeros, spettacolo sulla sensualità nelle parole della poesia e nei movimenti della danza;
– Il tradimento del buio, spettacolo contro la violenza sulle donne;
– Love is the Revolution, sull’amore come unica vera “arma” sovversiva;
– La forma e la sostanza, spettacolo teatrale su Falcone e Borsellino.
È ideatore e direttore artistico di DialogArti, il primo festival di forme artistiche legate dalla poesia.
Ha collaborato con il Teatro degli Angeli di Bologna e il Nuovo Laboratorio di San Lazzaro di Savena.
È tra gli interpreti di “Raccontami di Bologna”, “L’ultimo bacio a Desdemona”, Cadono lacrime dalle nuvole”.
Ha collaborato con il Future Film Festival, il Future Film Kids, con la rassegna Un Film nello Zaino e con il cineclub Bellinzona, e con la libreria indipendente Biblion.
È stato uno degli autori di ind.A.co Collettivo Autori Indipendenti.
È uno degli autori di Metabox – Sensibilità Aumentata.
È stato donatore di voce per l’Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi.
È ideatore e organizzatore della rassegna “Portici Poetici” (dal cui successo fonda il Gruppo 77) e della rassegna “Si fa presto a dire poeti”.
È ideatore del progetto “Uomini che amano le donne”, contro la violenza sulle donne.
È collaboratore del Concorso letterario Io Racconto ed è presidente della giuria della sezione Poesia.
Negli anni scolastici dal 2013 al 2019 è stato membro della giuria del concorso di Poesia “Chiara Sabbi” promosso dalla scuola Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco di Bologna.
Ha partecipato al Cork World Book Fest 2015, il festival mondiale di letteratura irlandese.
Sue recensioni, poesie, articoli e interviste sono apparse su giornali, riviste, blog e varie antologie.
MIRCO DENICOLÒ
Mirco Denicolò è nato a Cattolica nel 1962.
Diplomato negli Istituti d’Arte di Pesaro e Faenza, è uno dei protagonisti della ceramica d’arte contemporanea italiana.
Ha iniziato a esporre le sue opere nel1987.
Insegna all’ISIA di Faenza dal 1999.
Dal 2011 è autore di video di animazione ceramica.
ANDREA FERRATO
Si occupa di strategie e progetti di comunicazione da oltre 30 anni, prima in aziende e agenzie di comunicazione e poi dal 2010 come libero professionista fondando AndreaFerratoProgetti.
La rete in tutte le sue sfaccettature è diventata parte integrante della sua progettualità dal 2000.
Ha sempre privilegiato relazioni professionali con attività creative e dinamiche legate all’arte e agli ambiti sociali.
Nel 2010 ha ideato e dato il via a METABOX-sensibilità aumentata.
ALE DI GANGI
Nato a Firenze nel 1966 in una famiglia con artisti assortiti da entrambe le parti, in mano una macchinetta fotografica mezzo formato abbandonata da uno svagato turista giapponese di passaggio sul Ponte Vecchio.
Sono una persona timida con uno spiccato dell’umorismo.
Detesto i purismi – per questo sono io stesso un purista.
Musica, cinema, design e letteratura mi influenzano molto più di quanto abbia fatto la fotografia.
Polaroid e lomografia sono i miei principali interessi e mezzi espressivi perché ne abbraccio imprevisti, imperfezioni, incidenti e disastri.
Istintivo e impressionista, osservo quello che accade nella coda dell’occhio, inosservato ai più.
Ho esposto le mie fotografie in personali e collettive in Italia e nel mondo.
Negli ultimi anni una crescente disaffezione alle dinamiche social ha reso molto difficile la continuativa produzione artistica e ha rarefatto la presenza online.
MATTEO LION
Ha lavorato per anni come account per varie agenzie di comunicazione.
Dal 2010 si occupa di selezione del personale ed è Team Leader in progetti di inserimento di lavoratori con disabilità.
La musica è la sua passione, con una lente attenta alle nuove sonorità.
MAURA MARINOZZI
Designer/ Pittrice/ Art Director
Nasce a Treia (MC) e si trasferisce a Bologna nel 2000.
La forte inclinazione al disegno e alla creatività la portano a scegliere una formazione artistica, nel 1995 si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Macerata, prosegue gli studi all’Accademia di belle arti di Urbino dove intraprende un’esperienza di Assistente alla Cattedra di Decorazione.
Nel corso degli studi cambia linguaggio, le sue opere sono esposte in mostre personali e collettive nelle Marche, Lazio, Toscana e in Emilia Romagna.
Trasferita a Bologna si occupa di grafica pubblicitaria e diventa presto art director presso note agenzie di comunicazione.
Prosegue il percorso artistico e nel 2027 viene segnalata come migliore giovane artista nel Premio Nazionale la Rotonda città di Livorno.
Da forma ad un progetto di design con cui propone accessori di moda, creazione di pezzi unici realizzati a mano, nasce il marchio MAUMA CREATIONS.
Attualmente il suo linguaggio artistico si sofferma su tematiche inclusive, con un’apertura verso linguaggi sperimentali e materici rispetto al suo tradizionale utilizzo.
RITA MENEGHIN
Le foto! Passione giovanile primaria ed eterna, messa a dura prova negli ultimi ma irriducibile.
La carta! Infinito amore, il materiale da sempre più congeniale, con la sua fragilità e forza insieme, gli strati, i frammenti, la solidità.
E l’inchiostro, altro contesto infinito!
Il legno! Quello raccolto in giro e appoggiato a casa in attesa di un senso altro.
E le materie e i materiali! Sempre da collezionare e declinare.
La tele piccole e quelle grandi, e la magia dello spazio.
La natura! La madre e tutta l’energia infinita e gli spettacoli che dona senza fine! l’aria che si muove, il bianco. il vento e le mie sempre mille sfumature di nero.
E poi il cibo… con i suoi infiniti colori, odori, sapori!
CLAUDIA VANTI
Stilista eclettica, ha collaborato per anni con marchi del pret à porter italiano e internazionale come Ferré, Chanel, Hugo Boss.
Insegna Design del Prodotto moda, ha la passione del disegno e il sogno segreto di scrivere la sceneggiatura di una serie tv. Ovviamente sulla moda.