
I miei libri hanno riposato dentro a dei sacchi di plastica per molti mesi.
Di recente ho aperto i sacchi (un centinaio), li ho estratti ed ho cominciato a spolverarli.
Li ho lasciati in cantina, in attesa di riportarli negli scaffali di origine.
Nelle poche settimane di attesa l’umidità li ha aggrediti ed ora ogni volume odora di muffa.
I vari viaggi, poi, li hanno danneggiati: molti libri si sono piegati, alcune copertine si sono rovinate, le pagine delle edizioni più economici sono macchiate.
Sono il proprietario di una biblioteca ferita.
Mentre cerco di ricostituire un qualche tipo di ordine mi figuro che tra qualche decennio tutta questa carta stampata verrà mandata al macero da qualche pietoso parente.
Questa vicenda potrebbe essere intesa come una metafora ovvia, un monito, ma io non mi sento né intristito né istruito.
Mentre riparo le copertine di Borges e Genet e dei libri di chimica mi pare piuttosto di essere nelle pagine del Qoelet: quasi tutto è vano e quasi tutto si perde.
Io penso che riparare sia un po’ come pulire, non finisce mai e sembra inutile, ma se non lo fai una parte di te si imbruttisce.
Affronto l’odore di muffa e gli incidenti dei libri con i ritrovati della chimica, nastro adesivo e finestre aperte e vivo momenti di inspiegabile felicità.
MIRCO DENICOLÒ
Mirco Denicolò è nato a Cattolica nel 1962.
Diplomato negli Istituti d’Arte di Pesaro e Faenza, è uno dei protagonisti della ceramica d’arte contemporanea italiana.
Ha iniziato a esporre le sue opere nel1987.
Insegna all’ISIA di Faenza dal 1999.
Dal 2011 è autore di video di animazione ceramica.