Fun | Claudia Vanti

Qualche tempo fa, leggendo un articolo di una redattrice americana che iniziava con le parole “Remember when fashion was fun” la prima risposta è stata, “Yes, I do”, alla quale però rischiavo subito di far seguire la considerazione che “0ps!, come passa il tempo!”. O peggio “Era tanto tempo fa”.
C’era una volta.

Chissà a cosa si riferiva Nicole Phelps, adorabile fustigatrice di Vogue.com, divertimento per i redattori sottoposti a visioni reiterate di concept, mood, icone vere o presunte, design che spesso nuovo non è e non lo era già più nell’85? Sorridono, guardano. Ma poi. a volte. ti sembra. di non avere. capito bene.
O forse sì.

Divertimento per i clienti? Quelli che dovrebbero precipitarsi leggiadramente ad acquistare?
 O forse divertimento per i designer? Designer che non hanno più tempo per mantenere un filo di ironia o di leggerezza, e presi fra appuntamenti e scadenze a ripetizione lasciano filtrare un’estetica un po’ troppo figlia delle catene di montaggio della creatività?

Perché risulta più facile a tutti credere che invece uno come Franco Moschino si divertisse veramente?
Sperimentatore smitizzante, ha rivendicato per tutta la vita il privilegio di arrogarsi la libertà di provocare in modo surreale e beffardo.
Dettagli pop e linee classiche, cultura sartoriale e altrettanta cultura sociale che lasciavano trasparire l’autoironia eclettica di chi creava ma anche quella di chi indossava, oltre a una personalità piuttosto forte.

Il tanto citazionismo attuale può essere irriverente e contemporaneo, ma anche autocelebrativo ed esibizionista, che un po’ di coraggio può darlo a chi, di personalità, non ne ha abbastanza.
E allora proviamo al contrario: gente con personalità ce n’è e tanta, a guardare bene.
Osserviamole bene, queste persone – ognuno troverà le sue preferite – senza prenderci e prenderle troppo sul serio, let us all inspired e torniamo a divertirci .
Il meglio deve ancora arrivare.

Claudia Vanti